REACH e CLP hanno migliorato la protezione della salute e dell’ambiente da prodotti chimici nocivi. Le sostanze chimiche dannose sono ora identificate molto più rapidamente rispetto al passato e sono state inoltre intraprese azioni significative per regolamentarle, riducendo così i rischi per i lavoratori, i consumatori e l’ambiente.

Con il database dei prodotti chimici di ECHA, una fonte primaria di informazione, la legislazione ha migliorato la trasparenza sulle sostanze, i loro pericoli e i loro usi. Ora si hanno informazioni circa la sicurezza di oltre 23.000 prodotto chimici maggiormente usati in Europa.

Questo consente alle autorità, alle aziende, ai lavoratori e ai consumatori nell’UE di prendere decisioni migliori sulla sicurezza chimica. Nonostante siano stati fatti molti progressi, sono però ancora necessari ulteriori miglioramenti in modo da poter soddisfare gli obiettivi di protezione, stabiliti nella legislazione.

 

Background

Il REACH copre la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche nell’UE. Mira a migliorare la protezione della salute umana e dell’ambiente dai rischi che i prodotti chimici possono rappresentare, migliorando al contempo la competitività dell’industria chimica dell’UE. Promuove anche metodi alternativi per valutare i rischi delle sostanze per ridurre i test sugli animali.

La Candidate List consente di tenere sotto contro sostanze considerate estremamente preoccupanti, così come le richieste di autorizzazione da parte delle aziende. L’autorizzazione ha avuto successo nel ridurre il rischio per i lavoratori, i consumatori e l’ambiente, tuttavia, non è efficiente, e in generale è carente di informazioni, sulle alternative disponibili.

 

Il CLP mira a garantire un alto livello di protezione della salute e dell’ambiente, nonché la libera circolazione di sostanze, miscele e articoli. Richiede a produttori, importatori e utenti a valle di sostanze o miscele di classificare, etichettare e imballare i loro prodotti chimici pericolosi in modo appropriato prima di metterli sul mercato.

Troppo spesso gli enti regolatori ricevono le informazioni sulla sicurezza solo quando le aziende sono sotto pressione, ad esempio in caso di ispezione. Continuano ad esserci, inoltre, significative discrepanze tra i dati forniti nei dossier di registrazione inviati all’ECHA come condizione per l’accesso al mercato e quelli che le aziende forniscono in sede di consultazioni pubbliche quando le autorità considerano specifiche attività di gestione dei rischi per una specifica sostanza chimica.

L’inventario delle classificazioni ed etichettature contiene informazioni su circa 180.000 sostanze auto-classificate da aziende, ma la conformità è ancora insufficiente. C’è infatti un’ampia divergenza tra auto-classificazioni per la stessa sostanza. Gli ispettori degli Stati membri, inoltre, hanno rilevato che un terzo delle etichette delle miscele contengono carenze, per lo più relative a dichiarazioni di pericolo errate o mancanti.

Impatto conseguito attraverso i risultati delle attività dei duty holders e le autorità

[Fonte: ECHA]

 

Per ottenere l’accesso al mercato dell’UE, le aziende devono registrare le proprie sostanze all’ECHA. I dichiaranti della stessa sostanza devono condividere i propri dati e presentare le loro registrazioni congiuntamente, nonché devono promuovere l’interpretazione armonizzata dei dati e la riduzione dei costi di registrazione e i test sugli animali.

L’elenco delle sostanze sottoposte ad autorizzazione mira a promuovere l’uso di queste sostanze in modo sicuro e progressivamente a sostituirle con delle alternative adeguate. Queste sostanze non possono essere immesse sul mercato (per un uso specifico) dopo una specifica data, a meno che non sia concessa un’autorizzazione per tale uso.

Scopo simile ha la lista delle sostanze sottoposte a restrizione secondo il REACH.

 

Gli Stati membri e l’industria possono proporre di armonizzare la classificazione e l’etichettatura delle sostanze pericolose secondo i criteri del CLP, in modo da garantire che qualsiasi decisione di gestione dei rischi sia basata su rischi identificati coerentemente con la legislazione vigente. Questo è particolarmente importante per i rischi che destano maggior motivo di preoccupazione, come la sensibilizzazione respiratoria e le proprietà CMR.

Tutte le aziende devono etichettare i prodotti, conformemente a quanto presente nell’inventario delle classificazioni ed etichettature, in modo da rendere disponibili le informazioni relative all’uso sicuro anche ai lavoratori e consumatori.

 

Le aziende devono inoltre notificare le miscele pericolose alle autorità competenti per consentire l’accesso da parte dei centri nazionali antiveleno ad un formato armonizzato di informazioni. Le miscele pericolose devono avere un identificatore di formula unico (UFI) stampato sull’etichetta. L’UFI crea un collegamento univoco tra la miscela posta sul mercato e le informazioni che i centri antiveleno possono reperire circa la sua composizione in modo da accelerare l’intervento nei casi di avvelenamento.

 

Report on the operation of REACH and CLP 2021 [EN] [PDF]